Porta Maggiore è un progetto cinematografico semi-documentario dell’artista Marco G. Ferrari, che esplora il processo di individuazione e il suo riflesso all’interno degli ambienti naturali e artificiali di Roma Est. Raccontato come se fosse una favola, il progetto segue la ricerca di un regista per la storia di un luogo e al contempo la sua ricerca di possibili località da filmare nella periferia romana. Mentre viaggia verso la scena finale, il regista affronta temi politici, storici e sociali incastonate all’interno dell’area percorsa, costringendo ricorrenti lotte personali a venire in superficie, mettendo in discussione i limiti del suo mestiere, la sua identità in quanto regista e la natura della trasformazione.

La produzione del film prevede quattordici installazioni ambientali di proiezioni notturne in esterno aperte al pubblico, che saranno registrate e usate come scene del film. Ogni proiezione è diversa, rappresentando un sogno del regista, e si focalizza su immagini di forme organiche che provano ad avere un dialogo con il luogo.

Questo è la terza installazione: Delfini (per una scena di Porta Maggiore): Proiezione notturna estranea n. 3; Sull’Acquedotto Felice, via del Mandrione, Giovedì 28 novembre 2019, 17:00-19:00, Via del Mandrione, 390, Roma, Italia. In collaborazione con Stalker/NoWorking, parte del programma “L’inatteso a Roma Est”, con il sostegno del Csoa Ex Snia, Forum Territoriale del Parco delle Energie e il Comitato del Quartiere Pigneto-Prenestino.

L’Inatteso a Roma Est propone “SenzaTetto” (fuori programma) un viaggio nel tempo tra S.Lorenzo e via del Mandrione. Fu infatti a seguito del bombardamento a S.Lorenzo che gli sfollati raggiunsero il mandrione e vi si stabilirono.

“SenzaTetto” è una camminata dal NoWorking, via dei Lucani,37 al Mandrione 390 dove si riproporranno alcune azione quotidiane, lavare i panni, stendere e stirare, mangiare insieme per poi discutere del Mandrione che fu, di quello di oggi e di quello possibile. Al calar del sole una apparizione proiezione di Marco G. Ferrari in cui la documentazione della installazione diventerà una scena del film che sta girando, Porta Maggiore. Partenza ore 11. da via dei Lucani,37. Saremo al Mandrione verso l’una.

L’Inatteso a Roma Est è un progetto di coinvolgimento pubblico (Civic Engagement) tra ricerca artistica ed esplorazione urbana e sociale con cui Stalker/NoWorking avvia la realizzazione di un Atlante dell’Inatteso a Roma Est. L’Atlante è un dispositivo mobile immaginifico e relazionale, un telaio su cui filare, attraverso esplorazioni ed incontri, un tessuto il cui ordito sono i tanti flussi convergenti a Porta Maggiore e la cui trama è svolta da giovani artisti, assieme romani e stranieri, che come “navette” si infilano tra le maglie di Roma Est alla scoperta di luoghi e percorsi inattesi. Una Azione pubblica e condivisa che tesse tra loro memorie e immaginari, sguardi diversi, per competenza, generazione e cultura, sguardi locali – con il loro portato di memorie d’immigrazione e di lotte – e sguardi stranieri ma allo stesso tempo intimi perché partecipi di quei mondi e di quelle culture che continuano a ridisegnare le dinamiche geografie di Roma Est.


(english translation)

Porta Maggiore is a semi-documentary film by the artist Marco G. Ferrari, which explores the process of individuation and its reflection within the natural and artificial environments of East Rome. Told through lens of a fable, the project follows a director’s search for a story while he researches film locations in the Roman suburban periphery. As he travels towards the final location, historical and social stories embedded within the area are confronted, forcing recurring personal struggles to come to the surface—putting into question the limits of his craft, his identity as director and the nature of transformation.

The production of the film includes environmental installations of fourteen nighttime outdoor projections that are open to the public, which will be recorded and used as scenes for the film. Each video projection is different, representing the director’s dream, and focuses on images of organic forms that try to have a dialogue with the location.

This is the third installation: Delfini (per una scena di Porta Maggiore): Proiezione notturna estranea n. 3; Sull’Acquedotto Felice, via del Mandrione, Thursday November 28, 2019, 5:00-7:00pm, Via del Mandrione 390, Roma, Italia. In collaboration with Stalker/NoWorking, part of the the program “L’inatteso a Roma Est”, with the support of Csoa Ex Snia, Forum Territoriale del Parco delle Energie and Comitato del Quartiere Pigneto-Prenestino.

L’Inatteso a Roma Est proposes “SenzaTetto” (unscheduled event), a journey between San Lorenzo and Via del Mandrione. It was in fact following the bombing in San Lorenzo that the evacuees reached the Mandrione and settled there.

“SenzaTetto” is a walk from NoWorking, in Via dei Lucani 37, to Mandrione 390, where some daily actions, such as washing clothes, hanging and ironing, or eating together, will be re-enacted. Following, there will be a discussion about how Mandrione was in the past, how it is now, and it could possibly be. At sunset, a projection by Marco G. Ferrari will be performed, in which the installation’s documentation will become a scene for the film he is currently producing, called Porta Maggiore. Departure at 11am from Via dei Lucani, 37. We will be at Mandrione at around 1 PM.

L’Inatteso a Roma Est is a project of civic engagement between artistic research and urban and social exploration with which Stalker / NoWorking started the creation of the Atlas of L’Inatteso a Roma Est. The Atlas is an imaginative, mobile, and relational device. It is a loom on which to spin a fabric, through explorations and encounters,  whose many folds converge at Porta Maggiore. These are then carried out by young artists, both Romans and foreigners, who, similarly to “shuttles,” slip between the layers of East Rome to discover unexpected places and paths. The Atlas consists of public and shared actions that weave together memories and imaginaries, made by different generational and cultural perspectives, but also local viewpoints with their baggage of immigrant and foreign struggles, and intimate gazes that actively participate in those worlds and cultures that continue to redesign the dynamic geographies of East Rome.


References