Porta Maggiore è un progetto cinematografico semi-documentario dell’artista Marco G. Ferrari,  che esplora il processo di individuazione e il suo riflesso all’interno degli ambienti naturali e artificiali di Roma Est. Raccontato come se fosse una favola, il progetto segue la ricerca di un regista per la storia di un luogo e al contempo la sua ricerca di possibili località da filmare nella periferia romana. Mentre viaggia verso la scena finale, il regista affronta temi politici, storici e sociali incastonate all’interno dell’area percorsa, costringendo ricorrenti lotte personali a venire in superficie, mettendo in discussione i limiti del suo mestiere, la sua identità in quanto regista e la natura della trasformazione.

La produzione del film prevede quattordici installazioni di proiezioni notturne in esterno aperte al pubblico, che saranno registrate e usate come scene del film. Ogni proiezione è diversa, rappresentando un sogno del regista, e si focalizza su immagini di forme organiche che provano ad avere un dialogo con il luogo.

Il video contiene varie forme di vita marina riprese all’acquario di Genova (2019). Il video era usato per la scena: Stella, polipo, anemone e pagliaccio (per una scena di Porta Maggiore): Proiezione notturna estranea n. 4; Nella ‘stecca’ centrale del complesso di case popolari IACP (ora ATER) di Viale Giorgio Morandi (architetti Gatti e De Sanctis), Tor Sapienza.

In collaborazione con il Centro Culturale G. Morandi e Stalker/NoWorking, parte del programma “L’inatteso a Roma Est—Scuola di Urbanesimo Nomade

Domenica 8 dicembre 2019, 17:00-19:00
Viale G. Morandi snc, Roma, Italia
* “L’inatteso a Roma Est” manifesto
* Facebook evento

L’inatteso A Roma Est, Scuola Di Urbanesimo Nomade, a cura di Stalker / NoWorking:

La scuola è nomade e ludica, aperta a tutti, con o senza laurea o permesso di soggiorno. È una scuola che educa alla creatività sociale, all’azione collettiva, esplorativa e sperimentale, che invita chi vi partecipa alla presenza, al rispetto degli altri, all’ascolto dei luoghi e di chi li abita, all’interazione creativa con l’inaspettato e lo sconosciuto. Una scuola tra spazi e tempi altri: interstiziali, dimenticati, abbandonati, apparentemente banali o vuoti, che propone altri modi per attraversarli e comprenderli, per coglierne la fertilità estendendo la percezione della realtà alL’ possibile, nel tentativo di abitare poeticamente la distanza tra il desiderio e l’urgenza del cambiamento e la sfiducia che questo possa mai avvenire.

I prossimi appuntamenti saranno il 6-7-8 di Dicembre, un laboratorio aperto di ricerca, esplorazioni e costruzione di azioni pubbliche verso la realizzazione dell’Atlante dell’Inatteso a Roma Est.  La partecipazione è libera e gratuita.

L’Inatteso a Roma EST:
Roma non ha frontiere rigide, bordi definiti, limiti precisi: ha solamente vicinanze indecise: è nebulosa. E quindi non ha idee precise, nel senso ordinario, dispone di pochi concetti,(…). Ma questa specie di zona grigia, che può essere descritta sulle carte, per popolamenti, migrazioni o evoluzione del diritto di città, questa zona è la vita della città ed è la sua storia. Ed è ancora lì, indecisa tra noi, fantomatica e mobile, ma straordinariamente presente e viva.” (Michel Serres. Roma, Il libro delle fondazioni. Parigi, 1986). 

Roma Est è lo spazio più liquido della città, attraversato da flussi millenari di infrastrutture, dove locale e globale confluendo si confondono generando spazi e situazioni Inattese. Con questo progetto si è dato inizio ad un “Atlante dell’Inatteso a Roma Est”, un dispositivo mobile immaginifico e relazionale, un telaio, il cui ordito sono i tanti flussi convergenti a Porta Maggiore e la cui trama è disegnata da giovani artisti romani e stranieri che come “navette” si infilano tra le maglie dell’ordito disegnando i percorsi che proporranno al pubblico tessendo con esso memorie e immaginari, sguardi diversi, per competenza, generazione e cultura, sguardi locali – con il loro portato di memorie d’immigrazione e di lotte per attecchire nello spazio fluido e turbolento di Roma est – e sguardi stranieri ma allo stesso tempo intimi perché partecipi di quei mondi e di quelle culture che ancora continuano a ridisegnare le geografie dinamiche di Roma Est.

L’iniziativa è parte del programma di Contemporaneamente Roma – Autunno 2019, promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.


(english translation)

Porta Maggiore is a semi-documentary film by the artist Marco G. Ferrari, which explores the process of individuation and its reflection within the natural and artificial environments of East Rome. Told through lens of a fable, the project follows a director’s search for a story while he researches film locations in the Roman suburban periphery. As he travels towards the final location, historical and social stories embedded within the area are confronted, forcing recurring personal struggles to come to the surface—putting into question the limits of his craft, his identity as director and the nature of transformation.

The production of the film includes the installation of fourteen nighttime outdoor projections that are open to the public, which will be recorded and used as scenes for the film. Each video projection is different, representing the director’s dream, and focuses on images of organic forms that try to have a dialogue with the location. 

This video includes marine life filmed at Genova’s aquarium (2019). The video was used for the scene: Stella, polipo, anemone e pagliaccio (per una scena di Porta Maggiore): Proiezione notturna estranea n. 4; Nella ‘stecca’ centrale del complesso di case popolari IACP (ora ATER) di Viale Giorgio Morandi (architetti Gatti e De Sanctis), Tor Sapienza

In collaboration with the Centro Culturale G. Morandi and Stalker/NoWorking, part of the program “L’inatteso a Roma Est—Scuola di Urbanesimo Nomade

Sunday December 8, 2019,  5:00-7:00pm
Viale G. Morandi snc, Rome, Italy
* “L’inatteso a Roma Est” brochure
* Facebook event

L’Inatteso a Roma Est, Scuola Di Urbanesimo Nomade, organized by Stalker / NoWorking:

The school is nomadic and recreational, open to everyone, with or without a college degree or residency permit. It is a school that guides to social creativity and collective, exploratory, and experimental action. It encourages participants to be engaged, to respect others, to pay heed to different places and their inhabitants, to creatively interact with the unexpected and the unknown. It is a school made of others’ space and time: interstitial, forgotten, abandoned, apparently trivial, or empty. However, it proposes alternative ways to go through and understand them, to get their fertility extending the perception of reality to that which is possible. This, in turn, is an attempt to poetically inhabit the distance between desire and urgency of change, and the distrust that this could ever happen.

The next appointments will be on December 6, 7, and 8. It is an open laboratory of research, explorations, and construction of public actions towards the realization of an Atlas of L’Inatteso a Roma Est.

L’Inatteso a Roma Est:
“Rome has not rigid borders, defined boundaries, specific confines: it only has ambiguous vicinity; it is nebulous. Thus, it has no clear ideas, in the ordinary sense, but rather a few concepts available, (…). Even so, this kind of grey zone, whose populations, migrations, or the development of its right to the city can be drawn on maps, is the heart of the city itself and its history. And it’s still there, uncertain between us, phantom and mobile, but, at the same time, extraordinarily present and alive.”   (Michel Serres. Rome, The First Book of Foundations. Paris, 1986.)

East Rome, crossed by millennial flows of infrastructures, is the most fluid space of the city where local and global blend creating Unexpected spaces and situations. This project started an Atlas of L’Inatteso a Roma Est: a mobile, imaginative, and relational system. The Atlas is a loom whose warp consists of the several flows that are convergent to Porta Maggiore and whose weft is weaved by young Roman and foreign artists. Just like “shuttles,” they burrow through the warp knitting. By doing so, they trace a path for the audience, which is composed by memories and images, by different perspectives according to expertise, generation, and culture, by local viewpoints – with their memories of migration and conflicts to take root in that fluid and turbulent space which is East Rome, and by foreign but, at the same time, intimate gazes for they participate in those circumstances and cultures that, still today, continue to redraw the dynamic geographies of East Rome.

The initiative is part of the Contemporaneamente Roma program – Autumn 2019, promoted by Roma Capitale – Department of Cultural Growth and made in collaboration with SIAE.


* Documentation time-lapse video by Pierre Kattar