(english translation below)

Porta Maggiore
Trattamento del Progetto Artistico Multi-Mediale
di Marco G. Ferrari
30/11/2018

Introduzione
Nonostante la sua storia millenaria, la città di Roma è oggi impegnata ad affrontare la complessa sfida di costruire sul proprio passato, trovandosi a combattere per risolvere i conflitti di ordine sociale, politico e ambientale che l’attanagliano. Le relazioni tra ambienti naturali e artificiali esistenti all’interno della città possono essere viste come fasi o spazi liminali in cui determinate tensioni emergono e dove contesti a metà tra l’individuale e il collettivo, tra la resistenza e l’accettazione, tra lo sviluppo e l’abbandono si confrontano, rivelando spesso un senso di alienazione da essi stessi e dalla natura. E più si procede lontano dal centro cittadino, più queste tensioni aumentano. Ciononostante, vi sono nelle periferie determinati indicatori di cambiamento che muovono contro questo ciclo di divisione.

Porta Maggiore è un progetto in tre parti che esplora il rapporto tra ambienti naturali e artificiali nei sobborghi della periferia orientale romana, un’area nota come Roma Est. Il lavoro è permeato da una serie d’indagini interconnesse, volte tra l’altro a mettere in comunicazione lo spettacolo della realizzazione cinematografica e il processo d’individuazione, nonché a collegare la ricerca degli spazi liminali della periferia al senso d’alienazione che si cela dietro di essi; a interrogare le forme di resistenza e accettazione insite nel processo di cambiamento, e il desiderio di trovare l’unità tra la dimensione individuale e collettiva all’interno di una presunta cultura ‘post-fascista’.

Le tre parti che costituiscono il progetto sono:
Film: la storia di un regista che, in una sorta di viaggio attraverso la periferia romana alla ricerca di una storia, mette insieme diverse strategie di narrazione filmica (quali il documentario, la fiction e le proiezioni) in un unico lungometraggio. (girare da gennaio a giugno 2019)

Proiezioni: all’interno della produzione del film ci saranno quattordici performance di proiezioni in esterno aperte al pubblico, che saranno registrate e usate come scene del film. (girare da gennaio a giugno 2019)

Esposizioni: il film prevede la realizzazione di una serie di oggetti, stampe e istallazioni video. Questi lavori saranno esposti in una mostra che avrà luogo nella location principale del film, a Roma Est, Casa del Parco, Parco delle Energie (dove ha sede un’associazione culturale vicina al centro sociale Ex Snia) e in uno spazio differente, da definirsi, nel mese di ottobre 2019.

Il progetto è autofinanziato e sostenuto dai residenti e dalle organizzazioni del quartiere Pigneto-Prenestino. La produzione e l’esposizione finale sono il risultato di un dialogo lungo due anni con il territorio in cui è prodotto e sarà alla fine proiettato il film. Questo dialogo include l’organizzazione di un corso gratuito di regia, proiezioni e performance gratuite e aperte al pubblico, e la partecipazione ad assemblee e manifestazioni.  

Film-Storia (in un cerchio un triangolo prova a liberarsi da un quadrato)
Immerso in un’atmosfera incantata, questo film semi-autobiografico narra gli spostamenti di un regista alla ricerca di una storia, effettuati mentre perlustra quattordici location esterne tra i paesaggi suburbani di Roma Est. La sua ricerca comincia a Cinecittà, un tempo sede di popolari studios cinematografici situati ai limitari orientali della città, e prosegue verso l’entrata orientale della città, Porta Maggiore, un’antica porta romana posta alla congiunzione di due acquedotti. Durante la perlustrazione ciclica delle potenziali location, questioni politiche, ambientali e sociali vengono alla luce e prendono la consistenza di storie, portando in superficie battaglie personali dall’aspetto onirico. A conclusione delle sue peregrinazioni vi è la scoperta della location centrale del film: il Lago Ex Snia, un lago naturale, con relativo ecosistema, formatosi di recente a causa dell’intervento fortuito e illegale dell’uomo all’interno di una fabbrica di viscosa abbandonata. Questo evento, insieme all’incontro con la comunità dei residenti che si prende cura della salvaguardia del lago, sconvolge le intenzioni del regista, mettendo in discussione i limiti della sua arte, la sua identità in quanto regista e la natura della trasformazione.

*Per il trattamento completo in italiano clicca qui


Porta Maggiore
Treatment for a Multi-Media Art Project
By Marco G. Ferrari
11/30/2018

Introduction
The city of Rome has the privilege of being able to share over two thousand years of history with the public, yet today faces complex challenges of building on such a past as it struggles in resolving social, political and environmental conflicts that encompass the city. The relationship between built and natural environments within the city can be seen as stages to view these tensions, where situations between the individual and collective, resistance and acceptance, and development and neglect confront themselves often revealing a sense of alienation from each other and from nature. And the further from the city center one moves the more these tensions are heightened. Yet within the peripheries there are markers of change that go against this cycle of division.

Porta Maggiore is a three-part project that explores the relationship between the built and natural environments of the eastern periphery of the Roman suburbs, known as Roma Est. The work is informed by a series of interrelated enquiries including an attempt to link the spectacle of filmmaking to the process of individuation; a search for liminal spaces of the periphery and the sense of alienation behind them; to question the forms of resistance and acceptance within the process of change; and the desire to find unity between the individual and collective in a supposed ‘post-fascist’ culture.

The three parts to the project are:
– Film: the story of a film director as he travels through the Roman periphery in search of a story, joining documentary, fiction and projection modes of filmmaking into one feature-length film. (to film from January to June 2019)

– Projections: within the production of the film there will be 14 exterior public projection performances, which will be recorded and treated as scenes in the film. (to film from January to June 2019)

– Exhibitions: from this one film, a series of objects, prints and video installations will also be built. These works will be exhibited as a solo art show on view at the central location of the film in Roma Est––Casa del Parco, Parco delle Energie (an independently run community center associated with Ex Snia social center) and an off-site space for the month of October 2019.

The project is self-funded and supported by the assistance of neighborhood residents and organizations of Pigneto-Prenestino. Its production and eventual exhibition is inspired by a two yearlong dialog with the area in which it is being produced and will be eventually shown. This dialog includes teaching a local free filmmaking course, free public screenings and performances and the participation in community meetings and protests.

Film––Story (within a circle a triangle attempts to break free from a square)
Told through the lens of a fable, the semi-documentary film follows a director’s search for a story while he scouts 14 exterior film locations in the suburban landscapes of Roma Est. His journey begins near Cinecittà, a once popular commercial film studio on the eastern edge of the city, and moves towards the eastern entrance to the city, Porta Maggiore, an ancient Roman gate formed by two meeting aqueducts. As he travels cyclically exploring the potential locations, political, environmental and social situations in the form of stories are revealed, stirring personal struggles in the form of dreams to come to the surface. Anchoring the journey is the discovery of the central location of the film––Lago Ex Snia, a recent naturally formed lake and ecosystem created through accidental and illegal human intervention, located within an abandoned viscose factory complex. This encounter and the interaction with the community that tries to preserve the lake ultimately changes the filmmaker’s course, putting into question the limits of his craft, his identity as director and the nature of transformation.

*For the complete treatment in english click here